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qualche accenno alla storia del tricolore http://it.wikipedia.org/wiki/Tricolore http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_del_Tricolore
Festa del Tricolore
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlo Azeglio Ciampi rende gli onori al primo tricolore, durante la Festa del 2004 aReggio Emilia.
La Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata Nazionale della Bandiera, è una giornata nazionale italiana, istituita per celebrare labandiera nazionale. Si festeggia ogni anno il 7 gennaio, principalmente a Reggio nell'Emilia. StoriaLa giornata venne istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996, intendendo celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emiliadel tricolore italiano, che avvenne ufficialmente il 7 gennaio 1797. Per l'occasione venne istituito un Comitato Nazionale Ci sono state anche alcune proposte di non festeggiare la data[1], se non addirittura di modificare la stessa bandiera, scarsamente accolte dai membri del Parlamento. CelebrazioniCambio della Guardia solenne al Quirinale. In occasione della festa presso il Palazzo del Quirinale viene eseguito il Cambio della Guardia in forma solenne, che i Corazzierisvolgono in uniforme di gala; solamente il 2 giugno viene svolto lo stesso rito in forma solenne. A Reggio Emilia la Giornata viene celebrata con la visita di una delle più alte cariche della Repubblica Italiana (il Capo dello Stato o il Presidente di una delle Camere), che passa in rassegna una selezione di truppe armate e tiene un proprio discorso ufficiale. Come in altre date solenni, la bandiera italiana deve essere esposta in tutti gli uffici pubblici e delle istituzioni[2]. Il Presidente Emerito Ciampi durante il messaggio per la Festa del Tricolore.
TricoloreIl termine tricolore designa una bandiera di tre colori. In lingua italiana il Tricolore per antonomasia è ovviamente quello italiano,[1]ciò nonostante con lo stesso termine possono essere indicate anche altre bandiere, come quella della Francia e quella del Belgio
Un tricolore italiano al vento.
Tricolore italiano e negli stati preunitariLa bandiera dell'Italia repubblicana. La bandiera della Repubblica Napoletana La bandiera del Regno di Sicilia (1848-1849) 1848: La bandiera del Granducato di Toscana L'origine del tricolore italiano va ricercata nei moti giacobini che avvennero in Italia a fine XVIII secolo ed al richiamo alle libertà comunali che parevano vicine agli ideali della Rivoluzione francese.
Il tricolore italiano è ispirato a quello francese nato con la rivoluzione francese, quando l'adozione di una bandiera nazionale soppiantò l'utilizzo di un drappo con le insegne reali come simbolo patrio. Il tricolore italiano fu decretato a Reggio Emilia come bandiera dellaRepubblica Cispadana il 7 gennaio 1797. I colori nazionali hanno tuttavia alcuni precedenti nei tricolori di Bologna, Modena, Felina,Novellara e nel primo tricolore cispadano. Il blu del vessillo francese fu sostituito dal verde probabilmente in relazione ai colori delle divise dellaGuardia Nazionale milanese. La disposizione era orizzontale con il rosso in alto. L'11 maggio 1798 la Repubblica Cisalpina introdusse una versione a bande verticali. Nel 1799 la Repubblica Napoletana, adottò a sua volta una bandiera tricolore, sempre mutuandola dal tricolore francese, cambiandone il colore bianco in giallo. Nel 1848, bandiere tricolori vennero fatte sventolare sulla barricate milanesi durante le Cinque giornate di Milano e re Carlo Alberto, prima di iniziare la Prima guerra di indipendenza italiana, adotto' come bandiera del suo regno il tricolore verde bianco e rosso, con le bande di colore verticali, inserendovi al centro lo stemma sabaudo. Lo stesso anno anche l'effimero Regno di Sicilia adottò il tricolore verde bianco e rosso, con al centro la trinacria simbolo dell'isola siciliana; il tricolore venne adottato anche dal Granducato di Toscana con sovrimpresse le armi della casata degli Asburgo-Lorena. Nel 1861 il Tricolore, caricato dello stemma di Casa Savoia, divenne bandiera ufficiale del Regno d'Italia. Alla nascita della Repubblica lo stemma sabaudo fu abolito e il Tricolore, seppure con proporzioni diverse, tornò ad essere quello del 1798.[2] L'uso di questa bandiera è puntualmente sancito da un'apposita norma della Costituzione: « La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. » (art. 12 della Costituzione della Repubblica Italiana) Tricolore francese
Il tricolore francese nacque secondo la tradizione dall'unione dei colori diParigi (blu e rosso) con il bianco della casa regnante borbonica.[3] Tale combinazione sarebbe stata creata secondo alcuni dallo stesso sovrano,Luigi XVI, nel 1789; secondo altri dal marchese de Lafayette.[4] Lo stendardo francese ebbe altre versioni prima di quella attuale. Le bande, dapprima generalmente orizzontali, divennero in seguito verticali, facendone la prima bandiera di questo genere nella storia. Fino al 1794 il Tricolore ebbe però il rosso all'asta; era in uso inoltre una bandiera marittima bianca, in cui esso figurava al cantone. Assunse la conformazione attuale solo il 20 maggio 1794, come "bandiera nazionale in terra e in mare".[3] Il Tricolore fu mantenuto in età napoleonica e divenne modello per i vessilli degli stati europei. La bandiera venne però abolita in seguito alla caduta di Napoleone (13 aprile 1814) e alla restaurazione borbonica, per essere reintrodotta dallaMonarchia di Luglio di Luigi Filippo d'Orléans il 2 agosto 1830. Da allora in poi il Tricolore rimase la sola bandiera del popolo francese, con un'unica brevissima parentesi durante i moti del 1848, quando si decise di spostare il rosso al centro.[3] Mentre in Europa, dalla Rivoluzione in poi, la Francia fu sempre identificata dal Tricolore, altrove (ad es. nell'ex colonia del Canada) le restava associato il giglio d'oro, inviso in Francia perché legato all'Antico regime e considerato perciò simbolo di dispotismo. Ancora oggi nello stemma ufficiale canadese la Francia è simboleggiata dallo stendardo reale: tre gigli dorati su sfondo azzurro. Tricolore belgaLa bandiera del Belgio del 1831.
Anche il tricolore belga, adottato nella versione a bande verticali il 23 gennaio 1831, è ispirato a quello francese. I colori giallo, nero e rossoderivano dallo stemma del Brabante. La bandiera di terra, anziché la proporzione di 2:3 usata in Francia, in Italia e nella bandiera mercantile del Belgio stesso, ha un insolito formato di 13:15.[5] Tricolori transnazionali
Alcuni tricolori a bande orizzontali hanno costituito il modello di altrettantefamiglie di bandiere, grazie all'adozione dei loro colori da parte di nazioni e popoli diversi ma vicini per etnia o per altre ragioni. Così, il tricolore russo (bianco, blu e rosso) è diventato matrice dei colori panslavi, quello hashemita (bianco,nero e verde con triangolo rosso) dei colori panarabi, quello etiopico (oro, rosso e verde) dei colori panafricani, e lo storico tricolore di Francisco de Miranda (blu, giallo e rosso) dei colori adottati dalle nazioni della Grande Colombia. Non sempre, tuttavia, le bandiere appartenenti a queste famiglie rispettano lo schema del classico tricolore a bande orizzontali di uguali dimensioni e contigue. Altri tricolori nazionaliTricolori a bande verticali
Bandiera di Saint Vincent e Grenadine
Tricolori a bande orizzontali
Altri tricolori non nazionaliTricolori a bande verticaliBandiera della Liguria
Bandiera delle Canarie
Bandiera di Benevento Tricolori a bande orizzontaliBandiera dell'Andalusia
Bandiera dell'Estremadura
Bandiera dell'Ossezia del Nord
http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_d'Italia Bandiera d'ItaliaSignificatoCome per l'intero processo risorgimentale, anche l'origine della bandiera italiana è da ricercarsi nella Rivoluzione francese: con la presa della Bastiglia, i rivoluzionari scelsero il blu, il bianco e il rosso come loro colori-simbolo, e quando poi, attraverso le campagne di Napoleone, la Rivoluzione "contagiò" l'Europa intera, anche in Italia arrivarono questi tre colori. Al tempo il popolo italiano non teneva molto in considerazione la bandiera: essa era solo il simbolo della dinastia regnante in quel momento, al massimo aveva una funzione militare, ma non era emblema del sentimento patriottico del popolo, al contrario di quanto avveniva per i Francesi, tant'è vero che non conosciamo bene le dinamiche precise che portarono alla sostituzione del blu col verde. Fu proprio in quegli anni che la bandiera assunse per gli Italiani quel significato che ha ancora oggi: dopo la Restaurazione, infatti, chiunque venisse visto in giro con addosso coccarde o altri simboli tricolori era additato come un pericoloso rivoluzionario, così il bianco e il rosso divennero i simboli della rivoluzione intesa come sovranità per il popolo e libertà per la nazione[1]. E il verde? Il verde era il colore della speranza, della fiducia in un'Italia migliore. Inoltre era il colore delle uniformi della Guardia Civica milanese, ed essendo stato adottato dai miliziani italiani che combattevano al fianco di Napoleone, andò a rappresentare tutti coloro che hanno combattuto per la libertà dell'Italia. Inoltre per la Massoneria il verde era il colore della natura, quindi simboleggiava tanto i diritti naturali dell'uomo quanto il verde e florido paesaggio naturale italiano[2](questa interpretazione è tuttavia osteggiata da chi sostiene che la Massoneria, in quanto società segreta, non avesse abbastanza influenza sulla società per ispirare i colori nazionali).[3]. L'azzurro era il colore distintivo della famiglia Savoia: fu inserito nella bandiera del Regno d'Italia sul contorno dello stemma per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo; da allora è uno dei colori di riferimento e riconoscimento dell'Italia, ad esempio per le maglie sportive nazionali, pur non comparendo più nella bandiera della Repubblica Italiana. Questi quattro colori divennero presto i simboli di una rivolta che animava e univa ormai tutta l'Italia: il Risorgimento, e vennero disposti sulla bandiera italiana a tre bande verticali di eguali dimensioni (come recita l'articolo 12 della Costituzione) ispirandosi al modello della bandiera della Francia, per ribadire ancora una volta gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. Storia
Con
l'avvio della Campagna
d'Italia e
le vittorie del giovane generale Napoleone
Bonaparte,
in molti luoghi i giacobiniinsorsero,
contribuendo alle vittorie francesi. CherascoIl primo territorio a venir conquistato da Napoleone fu il Piemonte; nell'Archivio Storico di Cherasco è conservato un documento che comprova come il 13 maggio 1796, in occasione dell'armistizio di Cherasco tra Napoleone e le truppe austro piemontesi: « …
si è elevato uno stendardo, formato con tre tele di
diverso colore, cioè Rosso, Bianco, Nel documento è stato quindi originariamente inserito il termine "verde" in seguito corretto in "bleu". Il Tricolore si diffondeCon il susseguirsi delle vittorie militari di Napoleone e della nascita di repubbliche favorevoli agli ideali rivoluzionari, in molte città si assunsero i tre colori come simbolo del rinnovamento. BolognaIl 18 ottobre 1796 (27 vendemmiaio anno V) la Congregazione dei Magistrati e Deputati aggiunti di Bologna (davanti al Cittadino De Bianchi, Cittadini-Senatori: Segni, Malvezzi, Isolani, Angeletti, Bargellini, Cospi, Marescalchi, Bentivoglio, con i cittadini legali consiglieri Gavazzi, il sindaco Tacconi e l'Avvocato Antonio Aldini), al terzo punto della discussione così delibera: « Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso.[5] » ModenaDal 16 al 18 ottobre 1796, a Modena si tenne il Congresso a cui parteciparono i delegati di Bologna, Ferrara, Modena eReggio nell'Emilia, che decretò la nascita della Repubblica Cispadana, con l'avvocato Antonio Aldini presidente.
Il Congresso deliberò anche la costituzione di una Legione Cispadana, per appoggiare la Francia nella guerra contro l'Austria. « Si decreta la costituzione della Confederazione Cispadana, e la formazione della Legione Italiana, le cui coorti debbono avere come bandiera il vessillo bianco, rosso e verde adorna degli emblemi della libertà. »« ART.VIII Ogni Coorte avrà la sua bandiera a tre colori Nazionali Italiani, distinte per numero, e adorne degli emblemi della Libertà. I numeri delle Coorti saranno estratti a sorte fra quelle formate delle quattro Provincie. » Si tratta comunque ancora di vessilli militari e non di una bandiera nazionale.[6] Felina
Presso
il palazzo comunale del Fariolo, allora sede del Comune di
Felina, il 22
ottobre 1796 si
tenne una seduta del consiglio comunale in cui si trattava
l'unione dei paesi di Felina e Braglia alla Repubblica
Reggiana. « Potrà il Popolo suddetto distruggere la bandiera dell'ex feudatario e farne una tricolorata colle parole: Libertà, Egualianza. » I verbali della seduta si trovano presso gli archivi comunali di Reggio nell'Emilia, fra i fascicoli che riguardano la richiesta dei diversi comuni per riunirsi alla città. Che la deliberazione sia stata approvata proprio il 22 ottobre, il professor Giuseppe Giovanelli lo desume dal fatto che tra i punti discussi e riportati mancano il quinto e il sesto, dimostrando che vennero trascritti solo gli argomenti approvati.[7][8] NovellaraIl 19 ottobre 1796 venne offerto un pranzo in onore del generale Napoleone Bonaparte. Nei documenti che testimoniano quest'avvenimento si legge:[7][8][9] « I Quattordici, con i cingoli a tre colori, si recavano festanti ad incontrare il generale. » Più avanti nello stesso documento si dice che alle domande di Bonaparte riguardanti il motivo della carcerazionedell'avvocato Giuseppe Cuoghi, giudice di Novellara e consigliere al Ministero degli Affari Esteri degli Stati Estensi, fu risposto che: « … fece atterrare l'albero della libertà a Bagnolo, secondo paese degli ex conti Gonzaghi, dipinto a tre colori,coccarda italiana nazionale rosso, verde, bianca. » MilanoL'11 ottobre Napoleone comunicava al Direttorio la nascita della Legione Lombarda, costituita l'8 dello stesso mese, i cui «coulers nationales qu'ils ont adoptés son le vert, le blanc e le rouge».[10] Il 6 novembre, a Milano, la prima coorte della Legione Lombarda ricevette la bandiera nel corso di una solenne cerimonia alle ore cinque pomeridiane sulla piazza del Duomo. Lo stendardo si presentava diviso in tre fasce verticali, riportava la scritta "Legione Lombarda" e il numero di coorte, al centro era presente una corona di quercia che racchiudeva unberretto frigio e una squadra massonica con pendolo. Si tratta ancora una volta di un vessillo militare.[6] Bandiere della stessa foggia furono assegnate anche alle altre cinque coorti costituite; tutte e sei le bandiere sono ancor oggi esistenti.[10] A Reggio nell'Emilia nasce ufficialmente la bandiera tricoloreLa settecentesca Sala del Tricolore, oggi sala consiliare del comune di Reggio Emilia.
A Reggio
Emilia il 27
dicembre 1796,
si riunì un'assemblea di 110 delegati presieduti
da Carlo
Facci per
decretare la costituzione della Repubblica
Cispadana,
comprendente i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio
Emilia. « … Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato. »« ... Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. »« ... Dietro ad altra mozione di Compagnoni dopo qualche discussione, si decreta che l'Era della Repubblica Cispadana incominci dal primo giorno di gennaio del corrente anno 1797, e che questo si chiami Anno I° della Repubblica Cispadana da segnarsi in tutti gli atti pubblici, aggiungendo, se si vuole, l'anno dell'Era volgare. » Nella seduta del 21 gennaio, tenutasi a Modena, dove nel frattempo erano stati spostati i lavori congressuali, la decisione venne ulteriormente sancita: « …confermando le delibere di precedenti adunanze – decretò vessillo di Stato il Tricolore – per virtù d'uomini e di tempi – fatto simbolo dell'unità indissolubile della Nazione… » La bandiera si presentava a bande orizzontali con il rosso in alto, al centro l'emblema della repubblica e a lati le lettere R e C, iniziali della repubblica.[6] La conferma
Pochi mesi dopo, con l'unione tra le repubbliche Cispadana e Transpadana, si costituì la Repubblica Cisalpina, il cui Gran Consiglio, in data 11 maggio 1798, confermò la bandiera nazionale:[6] « ... la Bandiera della Nazione Cisalpina è formata di tre bande parallele all'asta, verde, la successiva bianca, la terza rossa. L'Asta è similmente tricolorata a spirale, colla punta bianca » La Repubblica Italiana (1802-1805) ed il Regno d'Italia (1805-1814)
Con
la nascita della Repubblica
Italiana (1802-1805)
vennero conservati i colori ma la forma mutò in un
quadrato verde inserito in un rombo bianco, a sua volta
inserito in un quadrato rosso: si tratta di una composizione
identica all'attualestendardo
presidenziale italiano,
salvo che quest'ultimo è contenuto dal blu dei Savoia (a
sua volta frutto di un’antica dedica alla Madonna).
Il vice-presidente della Repubblica Melzi
d'Eril avrebbe
voluto eliminare il verde dalla composizione ma, a causa
dell'opposizione di Napoleone e delle «pressioni di forze
morali massoniche democratiche», il colore venne
mantenuto.[11] Le guerre d'indipendenza e l'Unità d'ItaliaAcquarello di Felice Donghi rappresentante una barricata durante le Cinque Giornate di Milano, i diversi tricolori dipinti sono difformi per la disposizione dei colori a bande verticali o orizzontali Nel 1821 durante i Moti del 1820-1821, alla Cittadella di Alessandria, il Tricolore sventolò per la prima volta nella storia risorgimentale. Nel 1831, Giuseppe Mazzini sceglie il Tricolore come emblema della Giovine Italia e nel 1834viene adottato dai rivoltosi che tentarono di invadere la Savoia. Nel marzo del 1848, durante le Cinque Giornate di Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto assicura al Governo provvisorio lombardo che le sue truppe, pronte a venire in aiuto per la prima guerra d'indipendenza, avrebbero marciato sotto le insegne del Tricolore, con lo stemma sabaudo sovrapposto sul bianco. Sempre nel 1848, viene adottato dalle milizie borboniche e papali inviate in soccorso dei Lombardi, da Venezia e dal Governo insurrezionale della Sicilia. Il 12 febbraio 1849 viene adottato dallaRepubblica Romana. Nel 1860 il tricolore divenne anche la bandiera del Regno delle due Sicilie, con lo stemma borbonico sovrapposto sul bianco. Quando il 14 marzo 1861 viene proclamato il Regno d'Italia, il Tricolore, per consuetudine, continuò ad essere la bandiera nazionale[13]. La Repubblica italianaLa bandiera sventola sulla sommità del Palazzo del Quirinale Bandiera al Cimitero Militare Italiano di Monaco di Baviera La bandiera viene spesso sventolata in occasione di importanti vittorie sportive, come la vittoria nel Campionato mondiale di calcio 2006, qui festeggiata al Circo Massimo Le Frecce Tricolori disegnano la bandiera sopra il castello Estensedi Ferrara Solo con la nascita della Repubblica, con il decreto legislativo del Presidente del Consiglio del 12 giugno del 1946 si stabilì ufficialmente la foggia della nuova bandiera che in seguito venne confermata nella seduta del 24 marzo del 1947 dall'Assemblea Costituente e inserita pertanto nell'articolo 12 dellaCostituzione. I coloriIl verde, il bianco e il rossoEsatta definizione cromaticaI colori della bandiera italiana (il Tricolore), sono indicati nell'articolo 12[14][15]della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, Edizione Straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948: I toni cromatici dei tre colori succitati sono stati definiti nelle:
Poi sostituiti dalle nuove disposizioni:
I toni cromatici dei tre colori succitati, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere, sono sanciti nel comma nº 1, dell'articolo nº 31 Definizione cromatica dei colori della bandiera della Repubblica[16][17], della Sezione V "Bandiera della Repubblica, Inno nazionale, Feste nazionali e Esequie di Stato", del Capo II "Delle disposizioni generali in materia di cerimoniale", dell'Allegato "Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento del Cerimoniale di Stato", al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 aprile 2006"Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 174 del 28 luglio 2006:
Pantone
██ 17-6153
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red Origine storicaL'abbinamento araldico di palo e fascia rossi (successivamente trasformatisi in croce rossa in campo bianco) o del suo complementare (croce bianca in campo rosso) hanno origine ancor prima delle Crociate e rappresentano l'autonomia dei liberi comuni medievali. Il simbolo fu adottato da numerose città del Nord fra cui Milano, Bologna, Asti, Padova, eGenova la quale, potenza marinara, la diffuse anche in Europa, e in particolare in Inghilterra. Lo sfondo bianco fu inoltre presente anche nelle bandiere del Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie, mentre il rosso caratterizzò le bandiere della Repubblica di Venezia e dello Stato pontificio. Il verde appare nel 1794, scelto dai patrioti Zamboni e De Rolandis per abbinarlo al bianco e al rosso. L'azzurroEsatta definizione cromaticaNon è mai stata introdotta un’esatta definizione dell'azzurro, originato dal colore blu Savoia: ColoreApprossimazione su videoHEXRGBCMYKHSVRAL ██ blu Savoia #4B61D1 Origine storicaL'origine del colore azzurro (blu Savoia)[19] risale al 20 giugno 1366, quando il Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, partendo per la crociata indetta da papa Urbano V in aiuto dell'Imperatore bizantino Giovanni V Paleologo, suo cugino di parte materna, volle che sulla sua galera veneziana, ammiraglia di una flotta di 17 navi e 2000 uomini, sventolasse accanto allo stendardo rosso-crociato in argento dei Savoia, uno scialle azzurro: « … di devozione di Zendado azzurro con l'immagine di Nostra Signora in campo seminato di stelle (oro). E quel colore di cielo consacrato a Maria è, per quanto a me pare, l’origine del nostro color nazionale. » (Luigi Cibrario Origini e progressi della Monarchia di Savoia (Torino, 1869) e Carlo Alberto Gerbaix De Sonnaz Bandiere stendardi e vessilli di Casa Savoia, dai Conti di Moriana ai Re d'Italia (1200-1861) (Torino, 1911)) Da quel periodo gli ufficiali portarono annodata in vita una fascia o sciarpa azzurra. L'uso venne reso obbligatorio per tutti gli ufficiali nel 1572 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia. Attraverso diverse modifiche nel corso dei secoli la sciarpa azzurra divenne la principale insegna di grado dell'ufficiale italiano ed è ancora oggi simbolo distintivo degli ufficiali delle Forze Armate italiane. La definizione "azzurri" associata alle squadre sportive nazionali italiane è pure essa derivata dal colore azzurro della maglia inizialmente adottato in onore dei Savoia. Tutela giuridicaL'articolo 292 «Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato» del codice penale tutela la bandiera italiana così: «
» Analogie e differenze rispetto ad altre bandiere
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