SUL METRO’

(by giosip)

ogni riferimento

a fatti o persone reali

è puramente casuale

 

 

In piedi:


 

Il problema dei pendolari che devono recarsi sul posto di lavoro che sono costretti per necessità ad usare il metro, è quello di dover trovare delle folle immense, non si riesce neanche a muovere le proprie articolazioni, quindi nonostante ci sia una consapevolezza della situazione si può sempre trovare la persona stressata che ci guarda male perché pensa che si voglia approfittare della situazione, negli ultimi tempi, fra borseggiatori e maniaci, e meglio evitare equivoci…

Il sistema migliore e quello del giornale,entri già nel metro che leggi il giornale, in realtà lo hai già letto tre volte, ma così puoi tenere le mani alte e gli occhi bassi sulle notizie, quando si arriva all’ultima pagina, si ritorna a leggere la prima, “quella notizia mi era sfuggita”.

Se invece non si ha il giornale, si potrebbe entrare comunque con le mani alte, alcuni con le braccia incrociate, camminano già così prima di arrivare alla fermata del metro, per abitudine, sembra che abbiano una paresi alle braccia, o l’uomo della pubblicità del digestivo “an…..to”, oppure mastrolindo, se avessero il turbante in testa un guru indiano.  Il classico delle situazioni è quando ti metti vicino la porta facendo passare la folla, per poter scendere facilmente, ma quando arrivi alla fermata, la porta si apre dall’altra parte, allora il giorno dopo non rimani vicino la porta ti sposti dall’altra parte, quando arrivi alla fermata, la porta si apre di nuovo dall’altra parte, allora ti ricordi che eri salito in un’altra fermata.

Tutti schiacciati uno sull’altro, ti guardi intorno movendo solo la testa, in certi casi ruoti solo gli occhi di 90 gradi, a destra e a sinistra, tutte le persone ad un cm dal viso, riesci a vedere le venuzze negli occhi, allora mani bene in vista, ti capita vicino una signora con la borsetta aperta che continua ad appoggiarti sotto le mani.

Si Libera un posto, vuoi fare il gentleman: “si sieda pure”, vuoi pure fare il “figo”, non ti tieni, il metro frena di colpo efinisci seduto sopra la “tipa” con tanto di giravolta per cercare di non cadere….la tipa freddamente aspetta che ti rialzi, allora ti rialzi, altro scossone e finisci seduto probabilmente sopra il suo fidanzato, seduto accanto, in questo caso ti rialzi subito….

 

Seduti:


 

quando si è seduti, si ci pone il problema di dove distendere lo sguardo, se si ha un giornale, allora, testa bassa lettura appassionata, quando finiscono le pagine: si fa finta di non aver letto bene un articolo e si ritorna alla prima pagina….

 

Senza giornale? Si può adottare il solito sistema di guardare l’unico sedile vuoto, di fronte, con lo sguardo perso nel vuoto.

 

Alla fermata successiva, il metro si riempie e l’unico sedile rimasto vuoto, rimane incredibilmente non occupato, ma non visibile allo sguardo, allora si potrebbe guardare diritto, ma una signora con una borsa voluminosa dimenticata aperta, che ti strofina in faccia, ti fa pensare: “no! signora non sono interessato alla sua borsa”, allora si potrebbe guardare sulla sinistra, ma un grasso signore tutto sudato con la pancia di fuori diretta nella tua direzione ti fa fa guardare subito verso destra, dove c’è il classico palestrato con il piglio del “Rambo” che ti guarda subito male, allora guardi dritto in basso e vedi che la signora è in minigonna è ha le gambe piene di varici, allora svolgi lo sguardo sulla destra in alto, e dal basso verso l’alto vedi l’airbag di un’aspirante “Pamela Anderson”, ma vedi anche il suo compagno che ti osserva non molto contento, a questo punto decidi di chiudere gli occhi.

 

Fermata successiva: il metro si svuota parzialmente, guardi nell’unica direzione possibile di fronte dove il posto è rimasto ancora inoccupato, la signora con la borsa e le varici sulle gambe non c’è più, ma al suo posto ti ritrovi l’impiegato smilzo che ti tira la valigetta sulle ginocchia, guardi nell’unica direzione possibile di fronte dove il posto che era vuoto è stato occupato da una signora molto anziana, con la minigonna e le gambe aperte, sarà il caldo, che ti fa un sorrisone, a questo punto chiudi definitivamente gli occhi, e aspetti di arrivare al capolinea…

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